Ci sono piazze che raccontano la storia.
E poi ci sono piazze che, per qualche sera all’anno, la storia la fanno.
A Pistoia succede così.
Quando cala il sole e Piazza Duomo si riempie di persone, luci e strumenti, la città cambia voce — e diventa blues.
Quando una città sceglie il blues
Il Pistoia Blues Festival nasce nel 1980 e poco dopo diventa il festival italiano di riferimento per la musica dal vivo, attirando appassionati da tutta Europa e oltre. La prima edizione porta qui alcune delle leggende assolute del blues e del rock su un palco davvero unico: il cuore medievale della città.

Una lineup leggendaria
Più di quattro decenni di musica significa nomi memorabili che si sono alternati sul palco di Piazza Duomo. Tra gli artisti che hanno calcato il palco del Pistoia Blues negli anni troviamo:
Icone del blues e del rock:
- Muddy Waters — mito del blues afro-americano
- B.B. King — uno dei più grandi chitarristi blues di sempre
- John Lee Hooker — voce e stile inconfondibile
- Buddy Guy — influente bluesman statunitense
- Albert King — maestro della chitarra blues
- Bo Diddley — pionere del rock & roll
- Chuck Berry — leggenda del rock
- Stevie Ray Vaughan — virtuoso della chitarra blues
- Santana — icona della fusion latina
- Deep Purple — storica rock band britannica
- Lou Reed — voce radicale del rock
- Bob Dylan — poeta e innovatore della musica moderna
- David Bowie — visionario senza confini
- Patti Smith — pioniera del punk poetico
E ancora tanti altri protagonisti internazionali e artisti italiani — tra cui Zucchero Fornaciari, Franco Battiato ed Edoardo Bennato — che hanno trasformato il festival da manifestazione dedicata al blues a evento culturale internazionale, pur mantenendo lo spirito originario di autenticità e profondità musicale.
Una piazza medievale che diventa palcoscenico
Il vero colpo di scena non è solo chi suona, ma dove si suona.
Piazza Duomo non nasce per i concerti.
È uno spazio medievale, raccolto, intimo.
Ed è proprio questa dimensione a rendere l’esperienza unica: la musica non sovrasta la città, dialoga con lei.
Le note rimbalzano sui palazzi storici.
Il pubblico è vicino, partecipe.
Non c’è distanza.
Non c’è anonimato.
È un dialogo che intreccia pietra, storia e suono, creando un’esperienza che è tanto culturale quanto emotiva.
Vivere Pistoia Blues (e perché è speciale)
Durante il festival, Pistoia si gira a piedi.
Si vive lentamente.
Si cena tardi, si passeggia dopo il concerto, si respira un’atmosfera che resta anche quando il palco si spegne.
E qui entra in scena l’Hotel Patria: situato a soli pochi metri da Piazza del Duomo, è la base perfetta per vivere l’energia di Pistoia Blues senza rinunciare alla comodità, al riposo e alla bellezza del centro storico — tutto raggiungibile a piedi.
Una città che si ascolta
Ci sono città che si visitano.
E città che si ascoltano.
Pistoia appartiene alla seconda categoria.
E quando suona il blues, lo fa con una voce che non assomiglia a nessun’altra.



